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giovedì 29 marzo 2012

Divinità & Giorni della Settimana (un ciclo infinito)

Molti dei, come più volte affermato, ebbero i loro corrispondenti in divinità legate all'antica astrologia babilonese e caldea. Non soltanto per la Bibbia, ma in molte arcaiche culture il mondo è statorealizzato in sette giorni, una settimana. Indi, la settimana è divenuta un insieme di tempo da definirsi sacro. La settimana così come la conosciamo adesso è il frutto della cognizione calde/sumera, introdotta in seguito in Grecia, fino a raggiungere le nostre coste, e tutto il Mediterraneo. Nella mitologia babilonese gli dei assumevano anche un aspetto planetario e gestivano il succedersi dei giorni della settimana. Nelle popolazioni del Nord avveniva la medesima cosa. Nei popoli germanici, norreni, celti e scandinavi, adottavano l'identico schema di quello utilizzato dalle società sparse nel Mediterraneo. Ovunque nel globo ritroviamo questo schema: il Sole presiede alla luce (Domenica); la Luna che presiede gli arcani esoterici della magia (Lunedì); Marte preside la crescita e lo spirito di volontà, contraddisitnto dalla belligeranda di essere vivi (Martedì); Mercurio presiede la conoscenza delle arti mistiche e segrete (Mercoledì); Giove presiede l'amministrazione e l'ordine (Giovedì); Venere presiede l'amore, ossia desiderio passionale e intellettivo (Venerdì); Saturno presiede la pace e il riposo (Sabato). Gli astrologi greci seguirono lo schema dei sumeri, e questo è un dato certo, inserendo per ogni giorno della settimana un pianeta e il dio corrispondente, a ruota fecero lo stesso i latini.
In lingua latina la Settinama vine suddivisa in:
Lunes, Mars, Mercurius, Junus, Venus, Saturnus, Solios

In lingua greca:
Selene, Ares, Hermes, Zeus o Apollo, Afrodite, Kronos, Helios

in lingua norrena (con corrispettivi dei):
Mánandagr (Máni), Tysdagr (Týr), Óðensdagr (Odino, Woden), Þorsdagr (Thor), Friádagr (Freyja o Frigg,) Laugardagr (Loki), Sunnundagr (Sól)

Da quest'ultima sono giunti:
Inglese: Monday, Tuesday, Wednesday, Thursday, Friday, Saturday, Sunday
Tedesco: Montag, Dienstag, Mittwoch, Donnerstag, Freitag, Samstag, Sonntag
Olandese: Maandag, Dinsdag, Woensdag, Donderdag, Vrijdag, Zaterdag, Zondag
Islandese: Mánudagur, Þriðjudagur, Miðvikudagur, Fimmtudagur, Föstudagur, Laugardagur Sunnudagur
Norvegese: Mandag, Tirsdag, Onsdag, Torsdag, Fredag, Lørdag, Søndag
Nel sistema sumero:
Nanna, Gugalanna, Enki, Enlil, Inanna, Ninurta, Utu

In quello babilonese/caldeo:
Sin, Nergal, Nab, Marduk, Ishtar, Ninurta, Samash

Infine in italiano:
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica
di: Paolo Rinaldini

lunedì 24 gennaio 2011

"Precessione degli equinozi", il non catastrofismo del 2012, e la Luce del Logòs.

Il Sole percorre, sul piano dell’Eclittica, l’intero periplo delle dodici Costellazioni, conosciuto come “precessione degli equinozi”. Il tempo previsto perché il giro si completi è di 25.920 anni terrestri, che diviso per 12 fa esattamente 2.160 anni per Segno Zodiacale. L’Eclittica è detta anche “strada di Fetonte” poiché gira in senso contrario, simile a quello dello sventurato figlio di Helios. Per comprendere la nostra epoca dobbiamo volgere lo sguardo alla Costellazione che contraddistingue la nostra "Era", quella dell'Acquario. La comunicazione per l'Acquario è fondamentale, difatti l’avvento della tecnologia ha permesso al globo un maggiore accesso all’informazione. Questo è soltanto uno dei pregi di questo Segno d'Aria, in cui il catastrofismo non è contemplato. Il 2012 sarà il momento esatto in cui il nostro Sistema si troverà più vicino al centro della nostra Galassia, e la Galassia al nostro Universo, il che ci scuoterà a livello psichico, fisico, nonché spirituale. Il fatto che l'umanità, avendo a disposizione un'enormità di tecnologia, sia ancora, e più che mai, legata alla sfera spirituale è l’evidenza di un segnale forte di questo cambiamento, e nulla ha a che vedere con il catastrofismo da "Apocalisse" che si sta generando. Ricordiamoci che per molti e troppi secoli ha governato il motto "vedere è credere", rammentiamo San Tommaso, adesso è il momento di "credere è vedere"! A tutti coloro che cercano conferma alle mie parole ricordo, per i credenti di fede ebraica, di rileggere il "Libro della Genesi", per i cristiani, il Primo Capitolo di Giovanni, in cui si afferma che è la “Parola”, il “Logòs” a creare, e non altro. Per tutti gli altri uno sguardo alle magnifiche opere del Dott. Masaru Emoto, che affronta l'argomento con nozioni scientifiche, provate e testate in laboratorio, ottimo come riferimento per chi vuol osservare soltanto il punto di vista empirico e scientifico. La luce “luciferina” di Prometeo sta uscendo dalla nostra Ghiandola Pineale, di cui tanto ho parlato, e non vi sarà tenebra che regga!

Di: Paolo Rinaldini

domenica 31 ottobre 2010

Lo Scorpione, il 2 Novembre.

Lo Scorpione, nel “Simbolismo Astronomico”, pare in lotta con le tenebre, ed alle volte invece appare tenebroso. I devoti del sommo Mitra, nei loro bassorilievi, ci mostravano molto bene la perenne lotta dello Scorpione contro il Toro, Costellazione che scompare al suo arrivo, in opposizione sulla “Carta del Cielo”. Mitra viene rappresentato nell'intento di uccidere il Toro primordiale Geush Urvan (inteso sia come Costellazione, che Era, o Eone), mentre un cane (Canis Major, Costellazione nota per la Stella Sirio) e un serpente (Costellazione del Serpente) leccano le ferite dell'animale, intanto che uno Scorpione gli ottura gli organi genitali, allo scopo di fermare una sorta di creazione. Lo Scorpione è da sempre legato alle Dee mistiche, correlate all'Aldilà, il suo pungiglione incarna la duplice figura della Dea, bella e spietata, sensibile e caparbia! Queste leggende ci portano ad esaminare l’identità della Dea intesa come Scorpione, sinonimo di inferi, morte e rinascita. Per i cristiani il 2 Novembre è il giorno dei morti, eredità arcaica. I greci ricordano il mito di Ades, terzo fratello a spartirsi il Mondo, insieme a Zeus e Poseidone, nonché figlio di Chronos, il Tempo, e marito di Persefone, la Primavera, perciò morte e rinascita, reincarnazione. Il Dio, di raccapricciante aspetto, tuttavia di buon cuore, rappresenta la morte, che fa paura, ma libera, ed aiuta; Ade, αιδωνευς, deriva da ὁράω, vedere, osservare, scorgere, guardare, con l’aggiunta dell’α privativo (ιδ), diviene “colui che non può essere visto, osservato, scorto, guardato”, “l’Invisibile”. Ciò grazie al suo elmo, simbolo di forza e resurrezione spirituale, di ciò che c’è, ma non si vede!
(Questo è parte dell'articolo "la Costellazione dello Scorpione", che potete trovare nelle edicole e su internet a partire dal mese dal 23 Ottobre, sul Periodico Lunare "Spirito Libero".)
Di: Paolo Rinaldini

mercoledì 18 agosto 2010

Scorpione, Segno della Dea. (Zodiaco)

Dagli albori della Storia si è sempre parlato di una Dea legata al Segno Zodiacale dello Scorpione, una delle Costellazioni più enormi ed imponenti della nostra Galassia.
In Mesopotamia si narravano le gesta di Ishkhara, la Sposa Vergine, la Dea Madre, una figura eccellente che introduce ad arcaici misteri. Alle volte Ella viene collegata a Shiduri la locandiera dei morti, simile in tutto e per tutto alla Ran finnica, enigmatica moglie di Ægir, che accoglieva coloro che perivano tra le braccia del Mare, dipartiti annegando, in una taverna nelle profondità marine, il suo regno era l’anticamera dell’aldilà. Anche la figlia di Atlante, Calipso, secondo Omero, pareva aver medesima funzione nel suo delizioso ed originale Giardino, ove trascorse felici momenti con Odisseo. La locanda di Ran, ove versa da bere il mastrobirraio Ægir, ricorda l’Isola di Calipso, “l’Ombellico del Mare, “ὀμφαλός θαλάσσιος”. In parecchi punti nel Fedone Platone pare far accenno a questa figura leggendaria, ma senza nominarla. Forse i maliziosi la ricorderanno più per le doti di Amante, dovute alla notte trascorsa con Gilgamesh, che fa vanto del suo amore nella mitica epopea, che per le sue qualità di Sposa e Madre. Ella è la vivandiera di Shamash, lungo le rive siede in attesa dei morti, una Ebe infernale per gli umani, che rammenta nei modi la Dea Ishtar, per la sua ferocia, il suo sensuale apparire e per la sua sconfinata bellezza, una Venere, un’Afrodite della Mezza Luna, bagnata dai due eterni fiumi, il Tigri e l’Eufrate. Paragonata a Selkis, la Dea-Scorpione dell’Egitto, specchio di Iside, come Lei anch’Ella accoglie le anime dei defunti per aiutarli nel divenire, nel viaggio agli Inferi, non all’Inferno! Come Iside viene collegata al numero sette, la Dea egizia viene rinchiusa in prigione, ed evade grazie all’aiuto di sette scorpioni, Ishkhara è la protettrice dei Sette Saggi, i Sibutti. Le due dee vengono fuse in una rappresentazione trovata in Egitto, sicura copia di origine Assiro/Sumero, ove si vede una sfinge dal corpo di scorpione ed il volto di donna, sulla testa porta un paio di corna con in mezzo il disco lunare, e non solare di Hathor. Allo Scorpione è legata la Leggenda greca di Orione, e qui entriamo nel campo dell’Astrologia poiché Orione è anche una Costellazione che da sempre viene indicata come punto di riferimento, insieme a Sirio, del Canis Major, dai sacerdoti egizi. Orione, quindi Artemide, Dea lunare, che ben conosce gli scorpioni. Lo Scorpione nel “Simbolismo Astronomico” pare in lotta con le tenebre, ed alle volte invece appare tenebroso. I devoti del sommo Mithra nei loro bassorilievi ci mostravano molto bene la perenne lotta dello Scorpione contro il Toro, Costellazione che scompare in cielo al suo arrivo. Mitra viene rappresentato nell'intento di uccidere il Toro primordiale (inteso come Costellazione, ma anche come epoca, quella del Toro) Geush Urvan, mentre un cane (Canis Major) e un serpente (Costellazione del Serpente) leccano le ferite dell'animale, e uno Scorpione gli ottura gli organi genitale, allo scopo come di fermare un creazione. Ma lo Scorpione è da sempre legato alla Dea, alla Madre, Egli è il suo profilo mascolino, e con il pungiglione incarna la duplice figura della Dea, bella e spietata!
Di: Paolo Rinaldini
Disegno di Paolo Rinaldini, ripreso da sito egizio.
Foto a sx ripresa da Logo.
Foto a dx: di Paolo Rinaldini